Una persona con cui ho lavorato condivideva uno studio con altri professionisti.
Da anni accettava spazi ridotti, orari scomodi, decisioni prese senza di lei.
Non perché non avesse voce, ma perché non riusciva a usarla.
Alla fine del percorso ha guardato i suoi colleghi e ha detto: “Ci sono anche io.”
Non con rabbia, non con fatica, ma con la naturalezza di chi sa di avere diritto di stare lì ed ha ottenuto quello che voleva.
- fai bene il tuo lavoro, ma continui a non essere vista o a renderti invisibile senza volerlo.
- ti trattieni, anche quando avresti qualcosa da dire.
- dici sì quando vorresti dire no e poi ti arrabbi con te stessa
- senti che alcune situazioni si ripetono, anche quando cambi lavoro o contesto.
- hai già fatto un primo lavoro su di te, nel LAB 2902 o altrove e senti che il riconoscimento ha aperto qualcosa che vuoi davvero attraversare.


