Il mio lavoro parte da un presupposto preciso: l’invisibilità professionale non è solo un problema di lavoro, ma è il segnale di un disallineamento più profondo.
Molte persone provano a risolverlo cambiando ruolo, migliorando il CV o acquisendo nuove competenze, ma spesso, nonostante gli sforzi, il senso di insoddisfazione resta.
Questo accade perché il blocco non è solo esterno.
Nel mio approccio lavoro su tre livelli:
- ciò che oggi non funziona nel lavoro (livello manifesto)
- i modelli appresi e le dinamiche che influenzano le scelte (livello strutturale)
- la costruzione di un progetto professionale coerente con i propri valori (livello progettuale)
L’obiettivo non è solo “trovare un lavoro migliore”, ma comprendere perché si è arrivati a quel punto e trasformare gli schemi che continuano a ripetersi.
Perché senza questo passaggio, il rischio è cambiare contesto ma portare con sé le stesse dinamiche.
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