C’è un momento che molte persone conoscono bene: sei in una riunione, in uno spazio condiviso, in una conversazione che conta, hai qualcosa da dire, sai cosa vuoi, sai che hai ragione. E non parli. Oppure parli ma a metà. Con quella voce che si abbassa leggermente, con quella frase che finisce in “magari mi sbaglio”, con quella sensazione di esserti fatta più piccola proprio nel momento in cui avresti voluto esserci davvero. Una persona con cui ho lavorato condivideva uno studio con altri professionisti, da anni accettava spazi ridotti, orari scomodi, decisioni prese senza di lei, non perché non avesse voce ma perché non riusciva a usarla. Alla fine del percorso ha guardato i suoi colleghi e ha detto: “Ci sono anche io.”
Non con rabbia, non con fatica. Con la naturalezza di chi sa di avere diritto di stare lì ed ha ottenuto quello che voleva.

- fai bene il tuo lavoro, ma continui a non essere vista o a renderti invisibile senza volerlo.
- ti trattieni, anche quando avresti qualcosa da dire.
- dici sì quando vorresti dire no e poi ti arrabbi con te stessa
- senti che alcune situazioni si ripetono, anche quando cambi lavoro o contesto.
- hai già fatto un primo lavoro su di te, nel LAB 2902 o altrove e senti che il riconoscimento ha aperto qualcosa che vuoi davvero attraversare.

L’eroe solitario e la difficoltà di lasciarsi raggiungere Ci sono persone che raramente sono davvero sole e che, nonostante questo, conoscono molto bene la solitudine: hanno colleghi con cui lavorano ogni giorno, amici, una famiglia, una rete di relazioni, sono presenti quando qualcuno ha bisogno di loro, ascoltano, sostengono, partecipano…
Vedi di piùC’è un momento che molte persone conoscono bene, anche se raramente lo raccontano ad alta voce: quello in cui le cose, finalmente, iniziano ad andare come si desiderava e, invece della soddisfazione attesa, arriva un disagio sottile, difficile da spiegare, che assomiglia più alla colpa che alla gioia. Può accadere…
Vedi di piùEsiste una forma di rabbia che difficilmente viene riconosciuta come tale, perché non esplode, non si manifesta con urla o conflitti aperti e non occupa lo spazio delle emozioni che si fanno vedere. È una rabbia silenziosa, che si accumula lentamente e che cresce ogni volta che il proprio lavoro…
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