Il mio lavoro parte da un presupposto preciso: l’invisibilità professionale non è solo un problema di lavoro, ma è il segnale di un disallineamento più profondo.
Molte persone provano a risolverlo cambiando ruolo, migliorando il CV o acquisendo nuove competenze, ma spesso, nonostante gli sforzi, il senso di insoddisfazione resta.
Questo accade perché il blocco non è solo esterno.
Nel mio approccio lavoro su tre livelli:
- ciò che oggi non funziona nel lavoro (livello manifesto)
- i modelli appresi e le dinamiche che influenzano le scelte (livello strutturale)
- la costruzione di un progetto professionale coerente con i propri valori (livello progettuale)
L’obiettivo non è solo “trovare un lavoro migliore”, ma comprendere perché si è arrivati a quel punto e trasformare gli schemi che continuano a ripetersi.
Perché senza questo passaggio, il rischio è cambiare contesto ma portare con sé le stesse dinamiche.
L’eroe solitario e la difficoltà di lasciarsi raggiungere Ci sono persone che raramente sono davvero sole e che, nonostante questo, conoscono molto bene la solitudine: hanno colleghi con cui lavorano ogni giorno, amici, una famiglia, una rete di relazioni, sono presenti quando qualcuno ha bisogno di loro, ascoltano, sostengono, partecipano…
Vedi di piùC’è un momento che molte persone conoscono bene, anche se raramente lo raccontano ad alta voce: quello in cui le cose, finalmente, iniziano ad andare come si desiderava e, invece della soddisfazione attesa, arriva un disagio sottile, difficile da spiegare, che assomiglia più alla colpa che alla gioia. Può accadere…
Vedi di piùEsiste una forma di rabbia che difficilmente viene riconosciuta come tale, perché non esplode, non si manifesta con urla o conflitti aperti e non occupa lo spazio delle emozioni che si fanno vedere. È una rabbia silenziosa, che si accumula lentamente e che cresce ogni volta che il proprio lavoro…
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